«Anthropologica» compie 10 anni

Tre minuti per conoscerla meglio

Sono passati già 10 anni da quando un gruppo di giovani studiosi provenienti da diverse università italiane, all’epoca poco più che trentenni, decise di dar vita ad una nuova rivista filosofica e di farlo avendo in mente due figure di riferimento.

Da un lato Emmanuel Mounier il quale – proprio a trent’anni – fondava “Esprit”, rivendicando spazi di protagonismo culturale per le nuove generazioni. Nel padre del personalismo comunitario si riconosceva un modello di libertà e audacia, di dialogo ospitale e plurale.

Il secondo riferimento è dato da Jacques Maritain, assunto ad esempio di metodo e di rigore. Un pensatore che ha trattato con severità la cultura del suo tempo, non facendo sconti ai propri interlocutori, ma sempre coltivando il valore dell’amicizia intellettuale, ovvero il desiderio di ricercare assieme, al di là dei differenti punti di vista, quella verità a cui ogni uomo anela.

Incontro e rigore, apertura al dialogo e coraggio della critica, ricerca accademica e animazione culturale: questi i valori ispiratori di una rivista che, negli anni, ha provato a raccogliere alcune delle principali sfide etico-antropologiche del nostro tempo. Una rivista che, espressamente, ha voluto incamminarsi nel solco di quel personalismo d’ispirazione cristiana di cui Mounier e Maritain sono i principali campioni.

In questo video Giovanni Grandi – che con Luca Grion dirige “Anthropologica” – ci spiega il senso e gli obiettivi di un’avventura intellettuale che continua con rinnovato entusiasmo dopo aver spento le sue prime dieci candeline.

 

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